lunedì 5 giugno 2017

Torta per la comunione di Massimo



 

Massimo è mio nipote figlio di mia sorella, la torta per la sua prima comunione l'ha voluta a forma di libro.
Ho fatto un pan di spagna di 12 uova, ogni uovo 30 g. zucchero e 30 g. di farina, ho montato benissimo le uova con lo zucchero fino a che il composto scriveva, ho aggiunto delicatamente la farina con movimenti dall'alto verso il basso per non far smontare il composto e ho versato il tutto in una  teglia rettangolare 38 x 27 imburrata e infarinata, ho cotto in forno a 170° per circa 40' e comunque quando facendo la prova stecchino questo non era asciutto.
Ho fatto la crema pasticcera con l. di latte, 180 g. di zucchero, 140 g. di farina e 6 uova e cotta nel modo classico, una volta raffreddata ho montato 1/2 l. di latte e l'ho aggiunta delicatamente alla crema, ho aggiunto le fragole fatte macerare precedentemente in frigo con zucchero e succo di limone scolate bene, con il succo di macerazione a cui ho aggiunto dello sciroppo di acqua e zucchero.
Ho tagliato il pan di spagna in tre strati e ho bagnato ogni strato con lo sciroppo e farcito con la crema, dall'ultimo strato prima di poggiarlo ho tolto un po di pan di spagna al centro in modo di affinarlo un po, la mollica tolta l'ho poggiata sui due lati appena subito dopo il centro in modo da formare un po di rigonfiamento e poi poggiato sopra l'ultimo strato con le mani o  schiacciato un po sul centro in modo da simulare il libro aperto, ho spalmato tutta la torta con crema di burro e ho tenuto la torta in frigo per circa un ora dopo di che l'ho ripresa e ricoperta e decorata con pasta di zucchero.

mercoledì 31 maggio 2017

pane fatto in casa con lievito madre



Anche se sulla zona dove abito si trova pane molto buono e che non costi molto come al nord d'Italia ogni tanto mi piace impastare del pane, ho lievito madre fatto da me partendo semplicemente da acqua e farina e che in lievitazione reagisce molto bene quindi come dicevo ogni tanto mi diletto a preparare questo pane che risulta molto buono e che quando ho amici a cena finisce in un battibaleno, peccato solo che attraverso il monitor non si possa sentire il sapore.

1 kg. di farina manitoba
400 g. di lievito madre
700 g. di acqua
sale

Lavoro tutto a mano, metto l'acqua in una terrina e aggiungo una buona parte di farina e inizio ad impastare, aggiungo il lievito madre e poi il sale, lavoro poco l'impasto, poi verso tutto su di un ripiano e aggiungo poco alla volta la restante farina senza impastare nel modo classico ma inglobandola ripiegando l'impasto su se stesso e sbattendolo è pronto quando l'impasto è elastico ma ancora molto umido, metto uno strofinaccio pulito in una terrina, ci adagio l'impasto al suo interno e lo copro, lascio lievitare per un ora, riprendo l'impasto e faccio due giri di pieghe di rinforzo, cioè schiaccio l'impasto con le mani  porto il lato destro al centro e poi il sinistro giro l'impasto e ripeto l'operazione, rimetto a lievitare nella ciotola per un altra ora.
Trascorso il tempo divido l'impasto in due , allargo ogni pezzo che poi arrotolo su se stesso per dargli la forma desiderata, metto i pezzi su una teglia da forno rivestita con carta forno, tra i due pezzi metto uno strofinaccio arrotolato per tenerli separati copro con un altro strofinaccio e faccio lievitare altre sei ore, preriscaldo il forno a 250°,  faccio un taglio sul pane per tutta la lunghezza e spennello con acqua e olio, inforno il pane per circa 40 - 45'  abbassando il forno a 220°,  di solito faccio l'impasto la sera e metto a lievitare i pezzi di pane sulla teglia appena prima di andare a letto, al mattino  mi alzo prestissimo e inforno, d'inverno faccio lievitare coprendo con una copertina.

mercoledì 5 aprile 2017

frittatine napoletane

A Napoli il cibo da strada esiste da sempre, fin dai tempi degli antichi romani, il cibo da strada serviva a rifocillare sia il viaggiatore che passava e sia chi per lavoro passava tutta la giornata in città, ce ne è testimonianza anche agli scavi di Pompei, certo all'epoca dei romani non erano i cibi di adesso.
Col passare dei secoli il cibo è cambiato ma l'usanza è la stessa il cibo da strada di adesso è lo stesso di quello di tre - quattro secoli fa.
Il cibo da strada napoletano è molto vasto c'è l'imbarazzo della scelta, per le strade di Napoli ci sono molti locali che offrono le varie specialità, tutte cose che non hai bisogno si sederti a tavola ne di usare piatti e posate, sono tutte cose da mangiare con le mani mentre si passeggia, pizzerie, friggitorie, rosticcerie e bar pasticcerie offrono una vasta scelta fin dal mattino.
Tra queste cose c'è la frittatina, ne sono ghiotti tutti i napoletani ma piace tantissimo anche a chi come turista ha avuto la fortuna di assaggiarla!





lesso i bucatini, una volta lessati li metto in una teglia, con un coltello si tagliuzzano un po, verso sopra abbondante bechamelle, poi carne macinata con piselli, cioè faccio dorare un po di cipolla, aggiungo la carne macinata, sale e pepe e faccio rosolare, bagno con un po di vino bianco e aggiungo i piselli, faccio cuocere piano aggiungendo un goccio d'acqua, mescolo la pasta con la bechamelle e la carne e piselli e poi formo con le mani come delle polpette al cui centro aggiungo dadini di fior di latte, metto queste polpette in un coppapasta rotondo e comprimo per dargli la forma, a parte faccio la colla mescolando con la frusta acqua, farina , un pizzico sale e u po di pepe, bagno le frittatine nella colla e friggo in olio profondo di arachidi .

Provatele non ve ne pentirete!